Food Safety & Technology

Insalate in busta: sono sicure?

 

Le persone consumano sempre di più insalate in busta per la mancanza di tempo e per la loro praticità. Da molti anni il settore ortofrutticolo ha inserito nuove tipologie di prodotti di origine vegetale “ready to eat” attraverso la quarta gamma e il consumatore si vede offrire prodotti ortofrutticoli monovarietali (rucola) o plurivarietali (insalatine miste).

Questi prodotti ortofrutticoli dopo la raccolta non subiscono processi di trasformazione, partendo dal fatto che sono sistemi biologici viventi, una volta raccolti continuano la loro attività fisiologica.

L’insalata in busta è sicura?

La IV Gamma, ovvero i vegetali freschi, prima di essere venduta nel banco frigo deve essere mondata, tagliata, lavata, asciugata, imballata in buste o vaschette di plastica.

Essendo prodotti “vivi” e biologicamente attivi grazie alla loro microflora, sono più soggetti a fragilità e attacco di microorganismi.

La durata commerciale della IV gamma dipende dalle caratteristiche del vegetale e dal sistema di produzione. La data di scadenza generalmente è fissata per un periodo breve: nell’ordine di una settimana.

Bisogna tenere in considerazione durante i trasferimenti gli sbalzi di temperatura, per questo vengono utilizzati dei sensori chimici che rispondono con variazioni di colore alle variazioni di temperatura sul prodotto imballato.

Durante il lavaggio il prodotto viene messo in vasche con acqua potabile ad una temperatura <5°C.  Viene più volte lavato con l’uso di acqua potabile continuamente cambiata e depurata, questo va a ridurre le cariche batteriche e ne separa eventuali contaminanti presenti.

Dopo il taglio vengono ulteriormente lavate per eliminare tutti i microrganismi che potrebbero facilmente svilupparsi sul prodotto in seguito ai succhi cellulari del taglio.

Un’operazione importante per la shelf-life  è il confezionamento in atmosfera modificata, al fine di mantenere la freschezza del prodotto.

Fondamentale per le insalate di IV gamma è mantenere la catena del freddo, unico “conservante”.

Nel 2015 è stato attuato il decreto per il mercato delle insalate in busta e garantisce che:

  • sia mantenuta su tutta la filiera di IV gamma una temperatura di massimo 8°C;
  • sulle confezioni sia specificato che il prodotto è lavato e pronto per il consumo o per la cottura, in modo da differenziarlo da prodotti simili, ma diversi perché non lavati;
  • ci siano informazioni per il consumatore sulla temperatura a cui va mantenuto il prodotto e sulle modalità di utilizzo dopo l’apertura;
  • venga indicata l’origine dei prodotti;
  • vengano utilizzati imballi ecocompatibili

Il consumatore che vuole acquistare l’insalata in busta deve consumarla prima possibile, solo in questo modo non corre rischio di andare incontro a una salmonellosi.

Inoltre al momento dell’acquisto è utile verificare sempre che le confezioni siano conservate in frigorifero ed eventualmente non scegliere quelle che si trovano in superficie.

Importante è poi controllare la data di scadenza riportata in etichetta. Evitare le confezioni troppo gonfie, in quanto potrebbe già essere iniziato un processo di fermentazione.

Dopo l’apertura delle confezioni è preferibile sciacquare il prodotto e consumarlo in circa due giorni.

 

Giulia Lazzarato

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