Food Safety & Technology

Mercoledì 19 Aprile 2017: cambia l’etichetta del latte

Per una maggior sicurezza e trasparenza tra allevatori, produttori e consumatori da mercoledì 19 aprile sarà obbligatorio indicare in etichetta delle confezioni del latte e derivati il nome del Paese in cui è stato munto, anche quello di “condizionamento” (per il latte UHT) o di trasformazione (per gli altri prodotti).

Secondo la consultazione pubblica online del Ministero dell’agricoltura, in più di 9 casi su 10, considerano molto importante che in etichetta venga riportato il Paese d’origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari come yogurt e formaggi (90,84%), invece per più del 76% per il latte a lunga conservazione.

Quali sono le categorie interessate?

  • Latte (vaccino, bufalino, ovo-caprino, d’asina, fresco e a lunga conservazione).
  • Formaggi, latticini e cagliate.
  • Creme di latte.
  • Latticello, latte e crema coagulata, kefir e altri tipi di latte e creme fermentate o acidificate, sia concentrate che addizionate di zucchero o edulcoranti aromatizzate o con l’aggiunta di frutta o cacao.
  • Siero di latte.
  • Prodotti costituiti di componenti naturali del latte, anche addizionati di zucchero o altri edulcoranti.
  • Creme di latte spalmabili, burro e altre materie grasse provenienti dal latte.

Per esempio nella mozzarella se  viene indicata la provenienza sulla confezione ma è diversa la provenienza dell’ingrediente primario, ovvero il latte che rappresenta più del 50% del prodotto finito, è obbligatorio scrivere in etichetta la “nazionalita” dell’ingrediente prevalente.

Questa novità introdotta dalla normativa comunitaria, tutelerà i consumatori e ostacolerà anche il fenomeno dell’Italian sounding, cioè le truffe all’estero che utilizzano immagini e riferimenti dell’Italia in modo da vendere prodotti che con l’Italia non sono per niente riconducibili.

La norma non è applicata ai prodotti DOP, IGP e STG, quindi se l’alimento è stato confezionato in una determinata zona, però l’ingrediente primario proviene da un altro luogo, è necessario indicare che la materia prima “non proviene da…”.

Quindi dal 19 aprile 2017 su latte e formaggi vengono specificati:

  • Il paese di mungitura: nome del Paese nel quale è stato munto il latte.
  • Il paese di confezionamento e di trasformazione: nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato. Nel caso il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo della seguente dicitura: “origine del latte”: nome del Paese.

E’ obbligatorio indicare il paese di origine anche per il miele, l’olio extravergine di oliva, le uova, le carni, la passata di pomodoro, l’ortofrutta e il latte fresco; quindi per questi prodotti riusciamo ad identificare di sicuro la materia prima utilizzata come italiana.

Giulia Lazzarato

 

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