Food Safety & Technology

Uova… cosa c’è da sapere quando si acquistano

In questi giorni sono stati ritirati in due aziende alimentari della Francia ben 13 lotti di uova contaminate, utilizzati negli alimenti. Le due aziende hanno comunque smesso subito di utilizzare queste uova e stanno monitorando i lotti e i prodotti contaminati dal fipronil.

Cos’è il fipronil?

Il fipronil, detto anche fluocianobenpirazolo, è un insetticida ad ampio spettro che disturba l’attività del sistema nervoso centrale dell’insetto impedendo il passaggio degli ioni cloruro attraverso il recettore del GABA e il recettore del Glu-Cl. Questo causa la ipereccitazione dei nervi e dei muscoli degli insetti contaminati.

Perché viene utilizzato?

Viene utilizzato come antipulci, ed è un veleno a lenta attività d’azione: una volta inserito in un’esca, l’insetto viene avvelenato ma non muore istantaneamente ma ha il tempo di ritornare alla colonia o nella tana.

Effetti sull’uomo ad alte dosi
I sintomi che si possono osservare sono ipereccitabilità, irritabilità, tremori, e ad uno stadio più grave letargia e convulsioni. Una volta terminata l’esposizione alla sostanza i sintomi sono reversibili.

In riferimento alla notifica 2017.1065, la Direzione generale per l’Igiene e la Sicurezza degli alimenti del Ministero della Salute precisa che non risultano distribuzioni di uova contaminate con fipronil in Italia.

Le indagini condotte attraverso il sistema di allerta europeo RASFF hanno evidenziato che si ipotizza un uso fraudolento del fipronil da parte di alcuni produttori dei Paesi Bassi.

La Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti del ministero della Salute spiega in una nota che: “non risultano distribuzioni di uova contaminate con fipronil in Italia. Le indagini condotte attraverso il sistema di allerta europeo Rasff hanno evidenziato che si ipotizza un uso fraudolento del fipronil da parte di alcuni produttori dei Paesi Bassi. In relazione a questa segnalazione – sottolinea il comunicato – il ministero già in data 31 luglio ha informato gli assessorati alla Sanità delle Regioni e Province Autonome della problematica chiedendo di effettuare le verifiche sul territorio”.

Come si legge il codice di rintracciabilità delle uova?

La prima cifra riporta la tipologia di allevamento delle galline:
“0” Allevamento di tipo biologico
“1” Allevamento all’aperto
“2” Allevamento a terra
“3” Allevamento a batteria

Gruppo di lettere, cifre e lettere
La seconda combinazione del codice è composta da due lettere che indicano il Paese d’origine delle uova: “IT”. La terza parte indica il codice Istat del comune dove è situato l’allevamento, seguito dalla sigla della provincia.

Ultimo gruppo di cifre
Indica il numero identificativo dell’allevamento di provenienza delle uova: è importante perché permette di risalire subito all’esatta azienda agricola di allevamento.

Scadenza, categoria e peso
Sul guscio dell’uovo e anche sulla confezione esterna, oltre a questo codice alfanumerico è riportata la data di scadenza, la denominazione dell’azienda di origine e/o imballaggio e la categoria di qualità e di peso delle uova. Le categorie sono:

“A”: per le uova fresche, possono essere consumate tal quale senza sottoporle ad alcun lavaggio o pulizia. . La camera d’aria delle uova appartenenti a questa categoria non deve superare i 6 millimetri di altezza, e di 4 millimetri per quelle “extra”.

“B”: sono uova che non sono destinate alla grande distribuzione, ma alle industrie di trasformazione o a quelle non alimentari.

 

Le categorie di peso

“S” per le uova piccole, con un peso inferiore a 53 grammi.
“M” per le uova medie, con un peso di 53-63 grammi.
“L” per le uova grandi, con un peso di 63-73 grammi.
“XL” per le uova grandissime, con un peso maggiore di 73 grammi.

Giulia Lazzarato

 

 

http://www.salute.gov.it

http://www.delnas.it

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