Food Safety & Technology

Perché gli anacardi sono sempre già sgusciati?

L’Anacardio (Anacardium occidentale L.) è un albero da frutta tropicale originario del Brasile (Amazzonia). Oggi l’India e l’Africa orientale ne sono i maggiori produttori. Le piante di anacardi le troviamo soprattutto in Mozambico, una volta giunti a maturazione cadono a terra.

 

Il frutto dell’anacardio contiene una quantità di vitamina C ben 5 volte superiore alle arance, ed è comunemente chiamato mela di anacardio, viene chiamato anche melo di acagiù, in quanto produce due frutti intimamente uniti : uno fresco chiamato mela di acagiù, ed uno secco, attaccato al primo, denominato noce di anacardio o acagiù. Questo frutto presenta una polpa molto succosa e saporita. La mela di anacardio non è stata ancora esportata nei nostri Paesi, perché la buccia della mela di anacardio è molto sottile e delicata, questo non rende adatto il frutto al trasporto.

 

Tra i due gusci scorre un liquido oleoso, detto balsamo di acagiù, che procura ustioni se si cerca di estrarre la noce a mani nude, perché c’è un alto contenuto fenolico. L’olio può bruciare gli occhi.
Il Mozambico è il più grande produttore di anacardi del continente africano e ne esporta più di 120 mila tonnellate all’anno, ma come fanno le fabbriche di grandi dimensioni a sgusciare su scala industriale questi frutti così pericolosi?
Ogni anacardio quando arriva nella fabbrica è con il proprio guscio, quindi l’olio è ancora presente.
Per rimuovere l’olio le industrie lo collocano all’interno di grandi bollitori, il calore e la pressione fanno si che l’olio fuoriesca dal nocciolo. Il vapore è innocuo, ma l’olio essendo pericoloso viene incanalato in vari serbatoi di stoccaggio.

La fase successiva di lavorazione di anacardi è completamente manuale, ogni singola noce viene sgusciata a mano, perché altrimenti le macchine rischierebbero di rompere le noci, è il metodo più efficace per estrarre gli anacardi dal proprio guscio mal grado parte dell’olio sia presente all’interno della noce.
Gli addetti utilizzano un olio nelle mani per formare uno strato protettivo, per non bruciarsi le mani dal liquido oleoso.

 

L’acido anacardico.
L’acido anacardico estratto dall’olio ha un’efficacia azione antibiotica, combatte per esempio lo Staphylococcus aureus.
Per poterlo estrarre e ridurlo in una soluzione pura deve essere sottoposto a procedure elaborate e verrebbe a costare circa 12 mila sterline al grammo. L’acido può essere impiegato nelle industrie farmaceutiche, è un prodotto naturale e se iniziamo ad utilizzare ingredienti di questo tipo sviluppando le loro proprietà forse riusciremo a restituire qualcosa all’ambiente anziché distruggerlo.

Giulia Lazzarato.

 

 

 

http://www.agraria.org

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