Food Safety & Technology

Un po’ di chiarezza sulla pasta italiana

La pasta: presente sulle tavole di tutto il mondo, simbolo del Made in Italy e della dieta mediterranea. Sulla pasta ci sono molte fake news e falsi allarmismi.

 

L’export italiano

La “legge di purezza sulla pasta”, normativa varata nel 1967 (580/67) che stabilisce come principio fondamentale l’obbligo di produrre pasta esclusivamente con grano duro. Dall’entrata in vigore della legge di purezza la produzione di pasta è raddoppiata e prima dell’entrata in vigore l’export era poco diffuso. Oggi 3 piatti di pasta su 4 sono Made in Italy e quasi 2 milioni di tonnellate vanno fuori dall’Italia. Rispetto ad anni fa il mondo mangia sempre più pasta italiana esportata, dove in Europa ci sono il 71% delle esportazioni e più della metà delle nostre esportazioni è destinata fuori dall’Italia.

Il mondo mangia sempre più pasta italiana, i maggiori paesi destinatari sono Germania, Francia e Regno Unito, con circa 1 miliardo di piatti di pasta serviti all’anno. Oggi la pasta rappresenta l’unico alimento Top 10 dei prodotti dove l’Italia è al primo posto al mondo per saldo commerciale. I motivi del successo in Germania, Francia e Regno Unito sono che gli Europei mettono ai primi posti piacere e gusto, qualità, sicurezza e salute. Caratteristiche che in generale corrispondono al cibo italiano, in particolare alla pasta.

L’export è diretto anche nel resto dell’Europa: Spagna, Belgio e Paesi dell’Est, soprattutto in Lituania.

 

La preoccupazione sulla pasta italiana

L’Italia è leader mondiale del mercato, le aziende produttrici sono 120 in Italia con un fatturato di 4,7 miliardi di euro. Tra anni la situazione potrebbe non essere più così, ci sono attacchi sulla pasta italiana:

  • L’Italian sounding

Il “made in Italy” oltre ad essere un’indicazione d’origine, possiede il valore di un brand. Il regolamento CE 450/2008 stabilisce che è possibile inserire il marchio d’origine “made in Italy” se un prodotti è stato realizzato in Italia o se ha subito l’ultima lavorazione sostanziale in Italia, nel caso della pasta la macinazione e la pastificazione avvengono in Italia.

I produttori stranieri però immettono sul mercato prodotti contraffatti che imitano il made in Italy utilizzando in etichetta immagini, denominazioni geografiche, riferimenti cromatici e marchi che ricordano l’Italia, sappiamo tutti che di Italiano non hanno niente a che fare, la battaglia è lunga. L’imitazione della produzione della pasta all’estero è una della causa principale della ridotta incidenza dell’export italiano sul mercato italiano, producendo un prodotto che richiama l’Italia a un prezzo più basso.

  • Le fake news in aumento

Le false notizie allarmistiche sul grano sono in aumento, questo fa indebolire il mercato della pasta italiana e i competitors ne approfittano. In particolare sono state scritte molte fake news sul grano duro straniero contaminato che finirebbe sulla pasta, la non salubrità non è stata mai dimostrata. Questi falsi allarmismi stanno indebolendo la competizione globale, questo porta i competitors stranieri a far preferire la pasta e spaghetti prodotte in altri paesi.

  • Turchia ed Egitto

La pasta è diventata popolare, con una concorrenza sempre più agguerrita. Negli ultimi 20 anni la pasta è aumentata di quasi il 57%. I paesi produttori sono 48 e ben 52 paesi ne consumano almeno 1 kg pro capite all’anno. Paesi come Turchia ed Egitto stanno prendendo quote di mercato alla pasta italiana, anche se di qualità inferiore, ma grazie all’aiuto dei loro Governi e dei prezzi più bassi.

Mantenere la posizione con l’innovazione

I pasta italiani puntano su tipologie legate al benessere e alla salute, in particolare sulla pasta integrale, biologica, senza glutine, con l’aggiunta di altri ingredienti come legumi, spezie e superfoods. Sta prendendo piede anche la pasta a rapida cottura, pronta in 4 minuti in acqua bollente, è una pasta più ricca d’acqua, meno calorica e che ha subito particolari tecniche di lavorazione

Giulia Lazzarato

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