Food Safety & Technology

Tracciabilità alimentare: come si legge un’etichetta?

Come si leggono le etichette degli alimenti che mettiamo dentro al carrello? Per farlo è necessario comprendere la tracciabilità del prodotto.

Prima di acquistare siamo in molti a chiederci che percorso ha fatto quell’alimento e dove è stato coltivato o allevato. Per farlo è importare leggere le etichette e decodificare le informazioni che sono scritte.

La rintracciabilità degli alimenti è definita dal Regolamento CE 178/2002, infatti troviamo un requisito importante, ovvero “la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento o di un mangime attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione”. È possibile in questo modo tenere traccia dell’alimento.

Ecco alcuni esempi per leggere le etichette:

Come leggere l’etichetta delle uova

Tutte le uova presenti nei supermercati hanno sul guscio una serie di codici stampati, in questo modo è facile poter risalire sull’origine delle uova acquistate.

La prima cifra riporta la tipologia di allevamento delle galline:

“0” Allevamento di tipo biologico
“1” Allevamento all’aperto
“2” Allevamento a terra
“3” Allevamento a batteria


La seconda combinazione del codice è composta da due lettere che indicano il Paese d’origine delle uova: “IT”. La terza parte indica il codice Istat del comune dove è situato l’allevamento, seguito dalla sigla della provincia.

L’ultimo gruppo di tre cifre: indica il numero identificativo dell’allevamento di provenienza delle uova: è importante perché permette di risalire subito all’esatta azienda agricola di allevamento.


Sul guscio dell’uovo e anche sulla confezione esterna, oltre a questo codice alfanumerico è riportata la data di scadenza, la denominazione dell’azienda di origine e/o imballaggio e la categoria di qualità e di peso delle uova. Le categorie sono:

“A”: per le uova fresche, possono essere consumate tal quale senza sottoporle ad alcun lavaggio o pulizia. . La camera d’aria delle uova appartenenti a questa categoria non deve superare i 6 millimetri di altezza, e di 4 millimetri per quelle “extra”.

“B”: sono uova che non sono destinate alla grande distribuzione, ma alle industrie di trasformazione o a quelle non alimentari.

Le categorie di peso

“S” per le uova piccole, con un peso inferiore a 53 grammi.
“M” per le uova medie, con un peso di 53-63 grammi.
“L” per le uova grandi, con un peso di 63-73 grammi.
“XL” per le uova grandissime, con un peso maggiore di 73 grammi.

Pasta e riso

E’ obbligatorio indicare il Paese di coltivazione del grano e quello di molitura sulle etichette dei pacchi di pasta secca, mentre sulle confezioni di riso devono essere riportate le indicazioni del Paese di coltivazione, quello di lavorazione e quello di confezionamento. Se invece provengono da più paesi, sono presenti le diciture “Paesi UE/non UE”.

Latte

Nel prodotti di latte (vaccino, di bufala, ovicaprino e di altra origine animale) ci sono tre informazioni di provenienza: il Paese di mungitura, quello di condizionamento o trasformazione del latte. Se proviene dall’Italia c’è scritto: “Origine del latte: Italia”.

Diversamente, sarà indicato se il latte è stato munto o trasformato in Paesi Ue o non Ue.

Miele

Nelle etichette del miele c’è il Paese di origine del prodotto, la sede del produttore e del venditore, il codice del lotto di produzione e il Paese di raccolta del miele. È possibile trovare la dicitura “Miscela di mieli originari CE/non originari CE”, senza l’obbligo di specificare i singoli Paesi di provenienza.

Olio 

Nell’olio extra vergine d’oliva e vergine d’oliva devono essere indicati il Paese di raccolta, quello di coltivazione e di molitura delle olive.

Se sono miscele, l’indicazione del luogo di origine deve essere preceduta dalla dicitura “miscele di oli di oliva originari di”. I prodotti DOP, IGP e IGT danno indicazioni alla zona geografica di coltivazione.

I prodotti ortofrutticoli

Quando acquistiamo i prodotti ortofrutticoli è sempre indicata l’origine, cioè il paese di provenienza, indicato sul cartello esposto vicino al prezzo.

Le carni

Per le carni bovine ci deve essere l’indicazione del Paese di nascita dell’animale, quello di allevamento, quello di macellazione e sezionamento.

Troveremo le indicazioni così: “Nato in Italia”, “Allevato in Italia”, “Macellato in Italia” seguita dal codice M e tre caratteri numerici che indicano il numero di approvazione del macello.

A seguire: “Sezionato in Italia” e un codice alfanumerico che inizia con S ed è seguito da tre cifre, che indicano il numero di approvazione del laboratorio di sezionamento. Infine viene riportato il codice di riferimento animale/lotto, per esempio IT.
Per le carni ottenute da animali nati, allevati e macellati in un unico paese ci sarà solamente l’indicazione dell’origine.

Per quanto riguarda le carni avicole, l’etichetta deve riportare l’indicazione del Paese e della provincia di allevamento, il nome dello stabilimento da cui proviene, il codice dell’allevamento, il codice dello stabilimento di macellazione o di lavorazione e il numero di Lotto.

I prodotti ittici

Per quanto riguarda il pesce fresco, esposto sul banco, è necessario che nel cartellino esposto ci sia scritto se si tratta di pesce pescato o allevato, e l’indicazione della zona di pescaggio in base alle cosiddette Zone FAO.

Per i pesci di acque dolci e per quelli allevati deve essere espressamente indicato il Paese di origine. I prodotti ittici surgelati devono invece riportare sulla confezione le indicazioni relative al metodo di produzione e alla Zona di cattura, il Codice identificativo del lotto di produzione, il nome e la sede del produttore e quella dello stabilimento di produzione e di confezionamento.

Giulia Lazzarato

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