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Olio di oliva: come riconoscere quello di qualità

In Italia si produce Olio di oliva di qualità, anche se la produzione è in calo, gli oli di provenienza straniera sono in aumento. Ecco come sceglierlo di qualità.

Secondo i dati della Coldiretti nel 2018 gli arrivi di olio dalla Tunisia sono raddoppiati (+100%) e potrebbero crescere ulteriormente.

In seguito al crollo dei raccolti del nuovo anno le importazioni di olio di oliva dall’estero sono destinate a superare il mezzo miliardo di chili, con conseguenza che più di due bottiglie di olio di oliva su tre saranno Olio straniero.

In Italia la produzione di olio di oliva rispetto al 2017 è scesa (-57%), questo è quanto è emerso dalle elaborazioni Ismea, che collocano la produzione di olio di oliva del 2018 a 185 mila tonnellate.

Ma come possiamo riconoscere un olio di qualità senza perderci nelle tante bottiglie, etichette e nomi?

Ecco 7 regole per non sbagliarne la scelta.

1. Leggi l’etichetta

Quando acquistiamo l’olio extravergine, in etichetta è importante la presenza della dicitura 100% Italiano e conoscere il nome del produttore e il luogo di produzione.

2. Estrazione e spremitura a freddo

Nell’etichetta dobbiamo verificare “spremitura a freddo” o “estratto a freddo”. La spremitura non deve essere ad una temperatura superiore ai 27°C, in questo modo si conservano tutte le sue proprietà organolettiche e nutritive.

3. Il colore

Solitamente nelle bottiglie che acquistiamo non è possibile vedere il colore, neanche il profumo e il sapore. Il colore dipende dal tipo di olive, dalla tipologia di spremitura e anche dal tempo.

4. Il prezzo

La qualità di un prodotto non dipende necessariamente dal prezzo, però per l’olio extravergine di oliva un prezzo troppo basso può essere dovuto al fatto che sia di importazione.

5. Sapore

Le percezioni di amarezza e piccantezza dell’olio, sono pregi dell’olio e non difetti, infatti indicano la presenza di un alto numero di polifenoli (antiossidanti)

L’olio del supermercato potrebbe pizzicare meno rispetto a quello acquistato al frantoio, per il processo di imbottigliamento, questo non significa che non sia di qualità.

6. Fluidità

Un buon olio extravergine non deve essere troppo fluido, per verificare la consistenza si può versarne un cucchiaino in un bicchiere e agitare.

7. Acidità, polifenoli e perossidi

I parametri qualitativi da controllare sono: acidità, polifenoli perossidi.

L’acidità dovrebbe essere entro lo 0,35% ma per legge può essere fino allo 0,80%.
polifenoli, devono avere valori molto alti in quanto tendono a scomparire con il tempo,  per esempio un olio con più di 18 mesi ha valori inferiori a quelli presenti nel primo anno.
perossidi ossia quantità di ossigeno assimilata dall’olio, con il naturale invecchiamento e conseguente formazione di sapori e odori sgradevoli al prodotto, devono essere non più di 20.

 

 

Giulia Lazzarato

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