Food Safety & Technology

Alluminio negli alimenti: corriamo dei rischi?

 

L’alluminio è molto utilizzato nel settore alimentare, lo troviamo in molti oggetti che utilizziamo quotidianamente: nelle padelle, nelle casseruole, nelle caffettiere, nelle vaschette monouso e nei rotoli da cucina.

L’alluminio può migrare negli alimenti per migrazione dagli imballaggi o pentole, e se supera la dose massima può costituire un possibile rischio per le categorie più a rischio come bambini, sotto i 3 anni, anziani e donne in gravidanza, persone con una funzionalità renale compromessa.

All’interno delle lattine delle bevande gassate, essendo acide, mettono un sottile film di plastica per evitare che l’acido corroda l’alluminio. Invece per le pentole, fogli di alluminio o casseruole c’è il rischio che passi nell’alimento?

Se un contenitore di alluminio che utilizziamo per un po’ ha una leggera patina opaca e non è più lucente significa che si è formato ossido di alluminio e serve proprio a proteggere l’alluminio dalla corrosione. Fate attenzione perché questa patina è vulnerabile dagli alimenti acidi o ricche di sale, quindi si tratta di condizioni estreme.

 

Corriamo dei rischi?

L’EFSA ha fissato una soglia massima di 1 mg/kg di peso corporeo alla settimana. Per esempio un uomo di 70 kg può assumere 70 mg alla settimana e quindi 10 mg al giorno. Queste sono dosi di sicurezza, se in modo occasionale si supera anche di poco la soglia non succede nulla.

Nel 2019 l’ISS ha un effettuato uno studio sperimentale in cui indagano oggetti di uso comune, vediamo alcuni esempi:

Moca per caffè: non sono state trovate delle dosi di alluminio che passano dall’alluminio al caffè.

Vaschette di alluminio o carta di alluminio: hanno trovato un passaggio di alluminio nella cottura dei pomodori nella vaschetta di alluminio oppure nel pesce al cartoccio.

 

Nello studio l’alluminio non supera mai 10 mg di kg per peso corporeo, quindi non dobbiamo preoccuparci, considerando anche che un consumatore “tipico” non consuma quasi mai alimenti usa e getta con alimenti troppo acidi o salati.

Quindi se utilizzate correttamente, come indicato nel video del Ministero della Salute, non danno problemi.

 

La prevenzione

Il Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare (CNSA) annuncia queste raccomandazioni:

  1. Non idoneo al contatto con alimenti fortemente acidi o fortemente salati
  2. Destinato al contatto con alimenti a temperature refrigerate
  3. Destinato al contatto con alimenti a temperature non refrigerate per tempi non superiori alle 24 ore
  4. Destinato al contatto per tempi superiori alle 24 ore a temperatura ambiente solo per i seguenti alimenti:
  • Prodotti di cacao e cioccolato
  • Caffè
  • Spezie ed erbe infusionali
  • Zucchero
  • Cereali e prodotti derivati
  • Paste alimentari non fresche
  • Prodotti della panetteria
  • Legumi secchi e prodotti derivati
  • Frutta secca
  • Funghi secchi
  • Ortaggi essiccati
  • Prodotti della confetteria
  • Prodotti da forno fini a condizione che la farcitura non sia a diretto contatto con l’alluminio.

 

 

 

Giulia Lazzarato

 

 

www.salute.gov.it
www.iss.it

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